2in1 STORIA - HISTORY

Riprendo un’idea di Giuseppe Siniscalchi, pittore affermato ed avvocato, che, in tempi recenti, ha lanciato il manifesto del Fronteversismo, neologismo da lui coniato per denominare una innovativa corrente artistica attraverso la quale intende proporre opere pittoriche che oltre al fronte offrono una seconda immagine, nascosta, ai più, sul retro della tela. Mi permetto di citare il termine da lui depositato alla luce dell’interesse che ho maturato sull’idea di due immagini sullo stesso supporto.

Per altro già negli anni ’50 dello scorso secolo Lucio Fontana (1899-1968) produceva l’opera bifacciale “Io sono un santo – Io sono una carogna” che a ben vedere si può ritenere prodromica dei lavori di Siniscalchi.

Sono grato a Giuseppe Siniscalchi per aver ideato la nuova corrente artistica, per averla codificata e condivisa: probabilmente non ci sarei arrivato da solo, dando per scontato che le opere fotografiche si debbano proporre, come si fa da sempre, stampando un solo lato del supporto: il vero di ieri non è detto che debba rimanere immutabile nel tempo e che non possa essere cambiato con nuovi canoni e regole anche alla luce dell’evoluzione tecnica che pervade la nostra vita e le “certezze” che maturiamo nel tempo.

Le ragioni della scelta di Giuseppe Siniscalchi sono molteplici e possono essere riassunte con poche, incisive, citazioni:

  • cuore ed anima dell’artista sono parti invisibili che trovano collocazione nel verso dell’opera,
  • l’invisibile ci rende immortali,
  • micro e macro cosmo hanno un verso,
  • l’apparenza (il fronte) è la parte spesso meno importante,
  • l’arte è il vero linguaggio universale con enorme potenziale per la pace. 

Si tratta di un’idea che può essere certamente mutuata in ambito fotografico, ambito ove possiamo avere una seconda immagine al verso, dando così la possibilità alle opere proposte al pubblico, sul fronte, di avere un’anima, di vivere una seconda vita, permettendo di limitare, a parità di immagini stampate, l’uso delle risorse del pianeta che ci ospita ed offrendo all’estimatore la possibilità di avere un’opera che di fatto acquista una fruibilità doppia o che può avere, nel lato nascosto, il “segreto” noto solo al proprietario ed alla cerchia ristretta dei suoi cari.

I concetti già citati sono certamente applicabili anche nella stampa fine art a getto di inchiostro che, diversamente da altre tecniche di stampa fotografica, in particolare quelle tradizionali stampabili sempre solo su un lato, permette di stampare su entrambi i lati con quei materiali che hanno entrambe le superfici trattate per ricevere gli inchiostri utilizzati.

Due opere su uno stesso foglio, uno per lato, perché non provare? Magari con immagini di formati diversi e non necessariamente stampate a registro, eventualmente una in bianco e nero e l’altra a colori, una coi lati paralleli ai lato del foglio e l’altra volutamente storta. Le variabili aumentano e con loro le combinazioni possibili, non nego che le idee della nuova corrente artistica mi sono piaciute fin dal primo iniziale incontro.

Un’idea nuova se piace deve essere esplorata, compresa e poi, se sussistono le condizioni, sviluppata. Questo il mio percorso ideale per pervenire ad un’opera che possa distinguersi e caratterizzarsi quale novità ed essere successivamente apprezzata da critica e pubblico.

I elaborated an idea by Giuseppe Siniscalchi, established painter and lawyer, who, in recent times,  launched the “Fronteversismo” (Front & Rearism) manifesto, a neologism he worked out to name an innovative artistic movement through which he intends to propose paintings that in addition to the front pictorial works offer a second image, hidden to most people, on the back of the canvas. I dare to quote the term he registered due to the interest I developed on the idea of the two images on the same support.

Moreover already in the 50s of last century Lucio Fontana (1899-1968) produced the two side work   "I am a saint - I am a bastard" (Io sono un santo – Io sono una carogna) which in hindsight may be considered prodromal of Siniscalchi’s works.

I am grateful to Giuseppe Siniscalchi for having conceived, codified and shared the new art movement: I wouldn’t probably have come to that idea by myself, assuming that the photographic works should be proposed, as it has been done since ever, by printing only one side of the support. Yesterday’s truth should not remain immote in time and cannot be changed through new standards and rules according to the technological developments pervading our lives and "certainties"  matured over time.

The reasons of Giuseppe Siniscalchi’s choice  are multiple and can be summarized with a few incisive quotes:

  • heart and soul of the artist are invisible parts that are in place to work,
  • the invisible makes us immortal,
  • micro and macro cosmos have a verse,
  • appearance (the front) is often the less important side,
  • art is the true universal language with enormous potential for peace.

Photography can certainly borrow Giuseppe Siniscalchi’s idea. The photograhic art is a tool where we can have a second image on the back, thus giving the opportunity to the works proposed to the public, on the front, to have a soul, to live a second life, limiting, with the same number of printed images, the use of the resources of the planet we live on. Offering to its admirers the opportunity to have a work that actually acquires a double usability or it may have, in the hidden side, the "secret" known only to the owner and to the inner circle of his loved ones.

The concepts mentioned above can be applied also to fine art ink jet printing, which, unlike other techniques of photographic printing, particularly those traditional printed only on one side, allows printing on both sides with those materials having both surfaces treated to receive the used inks.

Two works on one sheet, one each side, why not trying? Maybe with images in different sizes and not necessarily printed in register, eventually, one in black and white and the other in colour, one with sides parallel to a side of the sheet and the other deliberately skewed. The variables increase and with them the possible combinations... I admit that I liked the ideas of the new artistic movement from the first initial meeting.

If you like a new idea, you must explore, understand and then, if the conditions exist, develop it. This is my ideal path to achieve a work that can stand out, being characterized as a new development and, subsequently, be appreciated by critics and audiences.